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   News 2018
 







 

Il Parco/Geoparco delle Apuane premiato a Bruxelles per il turismo sostenibile
Apuan Alps Park/Geopark awarded in Brussels for sustainable tourism

Il Parco/Geoparco delle Alpi Apuane ha superato l’esame per aderire alla CETS, la Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle aree protette. Lo ha decretato la Federazione Europarc conferendo l’importante riconoscimento ai due delegati dell’Ente, il direttore Antonio Bartelletti e la responsabile della "valorizzazione territoriale", Alessia Amorfini.
La CETS è il protocollo che, ideato da Europarc Federation, ha come obiettivo la gestione sostenibile del turismo nelle aree protette, tenendo conto delle necessità dell’ambiente naturale, dei visitatori e delle comunità ed attività imprenditoriali locali.

La Carta è assegnata a seguito di una verifica sull’impegno a perseguire un turismo sostenibile e a dare attuazione, da parte di soggetti pubblici e privati, a una serie di azioni che “portano benefici economici, sociali e ambientali”, che “rafforzano le relazioni con gli operatori locali del turismo e con la più ampia industria del turismo” e che “forniscono l’accesso e l’appartenenza a una rete europea estesa e dinamica”.
Il Parco/Geoparco delle Alpi Apuane è stato premiato insieme ad altre 9 aree protette italiane: sette hanno confermato la certificazione dopo cinque anni di attività ed altre due - il Parco/Geoparco delle Apuane e l’Area Marina di Porto Cesareo in Puglia - lo hanno acquisito per la prima volta.
“Questo riconoscimento è una grande soddisfazione – commenta il Presidente del Parco Alberto Putamorsi – ed è il secondo dopo quello del Geopark UNESCO. Anche dalle istituzioni europee ci vengono riconosciute le azioni che facciamo. E’ un premio alla nostra attività. Ma la certificazione dura cinque anni – spiega il Presidente – dobbiamo raggiungere gli obiettivi definiti e perseguire un miglioramento continuo”
.

Lara Venè

(30 novembre 2018)


Il Geoparco delle Apuane celebra la Giornata internazionale sulla Riduzione del Rischio di Disastri
Apuan Alps UNESCO Global Geopark celebrates International day for Disaster Risk Reduction.
The Geopark Staff teaches students from "Meucci" Institute in Massa, on the flood and debris flow along Voltoline trail near Mosceta-Mt. Corchia (Apuan Alps) for raising their awareness about the risk that they could face

Lo staff del Geoparco delle Alpi Apuane - costituito da Alessia Amorfini, Antonio Bartelletti e Giuseppe Ottria - ha accompagnato gli studenti dell'Istituto "Meucci" di Massa nel versante meridionale del Monte Corchia, fino alla foce di Mosceta. L'argomento trattato durante l'esperienza didattica sul campo è stato le "alluvioni e le frane per colata di detrito", prendendo spunto dalle tracce ancora visibili del disastro accaduto il 19 giugno 1996. Gli obiettivi di questa lezione itinerante sono l'informazione scientifica su fenomeni naturali sempre più ricorrenti e la sensibilizzazione  sui rischi che potrebbero affrontare durante eventi meteorologici estremi.
Gli studenti hanno anche avuto modo di prendere visione dei nuovi cartelli di segnalazione
dei pericoli connessi alle alluvioni e alle frane, che il Parco/Geoparco delle Apuane ha iniziato ad installare nelle aree potenzialmente più soggette a questo genere di eventi. Seguendo il sentiero CAI n. 9 delle "Voltoline", hanno anche compreso il fenomeno della mobilizzazione dei detriti lungo il versante occidentale della Pania della Croce.

Al termine dell'escursione, gli studenti sono stati in grado di compilare, con ottimi risultati, un questionario a risposta multipla sulla Riduzione del Rischio di Disastri.

(13 ottobre 2018)


"Lungo la Linea Gotica": il progetto alla Conferenza Unesco dei Geoparchi…
Along the Gothic Line: Park/Geopark presents the project in Madonna di Campiglio (Adamello-Brenta) during the 8th International Conference UNESCO Global Geoparks...

Le Conferenze della Rete mondiale e di quella europea dei Geoparchi Unesco sono il luogo prediletto dal Parco/Geoparco delle Alpi Apuane per la presentazione dei propri progetti ad una platea internazionale. Lo scopo è di farli così conoscere e renderli riproducibili in altre parti del pianeta, dopo un necessario adattamento ai diversi e specifici contesti locali. Segue questo schema anche l'ultima azione promozionale sui luoghi delle Alpi Apuane coinvolti dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale, là dove persistono ancora notevoli documenti, materiali ed immateriali, di una pagina particolarmente dolorosa della nostra storia contemporanea. Nell’occasione dell’8.a Conferenza Internazionale dell’Unesco sui Geoparchi, Alessia Amorfini, Antonio Bartelletti e Giuseppe Ottria hanno confezionato una presentazione con foto e filmati, dal titolo “Defensive rocks, dugouts and trenches along the Gothic Line (1944-45): equipped trails in the Apuan Alps

between nature and culture” (rocce difensive, rifugi e trincee lungo la Linea Gotica: percorsi attrezzati nelle Alpi Apuane fra natura e cultura). Si tratta di un prodotto promozionale, in lingua inglese, che descrive il significato storico e militare dell’ultimo arroccamento delle forze dell’Asse nella penisola italiana per sbarrare l’avanzata degli Alleati ed opporsi alle azioni delle forze partigiane. Dopo questa cornice di fatti ed avvenimenti di circa 74 anni fa, la presentazione passa ai giorni nostri ed illustra l’intervento di recupero di trincee e postazioni difensive nella zona di Passo dell’Alpino-Mosceta, eseguito durante l’ultima primavera con il concorso determinante delle Comunioni dei Beni comuni di Levigliani e di Pruno-Volegno di Stazzema. Questa seconda sezione dell’intervento riserva una particolare attenzione soprattutto al percorso attrezzato, con pannelli e frecce indicatrici, che è stato possibile allestire tra le stesse fortificazioni da poco rese fruibili. Un intervento concluso a tempo di record, che deve comunque proseguire ed estendersi ad altre postazioni difensive della zona e soprattutto integrarsi con altri luoghi oggi recuperati della Linea Gotica, a cominciare da quelli nell'area parco e contigua. L'obiettivo prioritario è proprio quello di sostenere l’offerta di itinerari escursionistici e in mountain bike, con più luoghi da vedere, lungo i vari percorsi della Linea Gotica che si snodano attraverso l’Appennino settentrionale, dalle Alpi Apuane verso Pesaro oppure verso Ravenna. Nel far questo, il Parco intende proporre un proprio specifico taglio culturale, non più limitato al valore simbolico e al significato storico delle fortificazioni militari, ma esteso alle componenti geologiche e biologiche del paesaggio intorno ai luoghi e alle testimonianze della Linea Gotica.
Gli eventi della Seconda Guerra Mondiale sono oggi un forte attrattore di interessi culturali e turistici, dopo aver disseminato una lunga teoria di luoghi della memoria, da preservare come elemento educativo per le future generazioni. Non a caso, Alessia Amorfini – speaker del progetto del Parco alla Conferenza dei Geoparchi – ha sottolineato questo aspetto irrinunciabile con due frasi significative, che non necessitano di commento ulteriore: “so that nobody can forget” (affinché nessuno possa dimenticare)… “the memory must be kept alive” (il ricordo deve essere mantenuto vivo). 
Queste parole sono state pronunciate di fronte ad un pubblico internazionale, attento ed emozionato, mentre sullo sfondo scorreva l’immagine di un nonno con la nipotina per mano, che risalivano i sentieri apuani della Linea Gotica, nel giorno dell’ultima festa della Repubblica.

nella foto: Alessia Amorfini durante l'intervento alla 8.a Conferenza Internazionale dell'Unesco sui Geoparchi

(12 settembre 2018)


Nelle Apuane affiora il Permiano: il segno di eventi magmatici di quasi 300 milioni di anni fa…
The Permian emerges in the Apuan Alps: the sign of magmatic events of almost 300 million years ago…

Le Alpi Apuane sono note ai geologi per molti loro aspetti. Tra i più importanti c’è sicuramente la presenza del più vasto affioramento di basamento paleozoico dell’Appennino settentrionale, con i suoi 60 km quadrati circa di superficie esposta. Le formazioni geologiche che lo compongono sono sempre state di difficile datazione, poiché mancano i fossili (a parte gli Orthoceras delle dolomie siluriane) e l’ultima orogenesi alpina ha modificato notevolmente, con il metamorfismo, l’aspetto originario delle rocce. Le ipotesi di datazione hanno spesso fatto riferimento, per analogia, alla successione paleozoica fossilifera della Sardegna centrale, cosicché l’esteso basamento apuano è risultato fino oggi ricompreso tra il Cambriano superiore e il Devoniano, non senza lacune interne, per un intervallo di tempo – grosso modo – da 500 a 370 milioni di anni fa. 

Al basamento paleozoico apuano seguono i metaconglomerati triassici del Verrucano, formatisi in un ambiente continentale arido, distante circa 130 milioni di anni dall’ultima roccia paleozoica. Così almeno è sempre stato detto e scritto rispetto a questa discontinuità temporale, più o meno coincidente con le fasi deformative più evidenti dell’orogenesi ercinica (o varisica). Siamo veramente al cospetto di un bel salto temporale che dovrebbe superare – senza nessuna traccia e in un sol colpo – tutto il Carbonifero, il Permiano e il Trias inferiore, fino alla formazione dell’attuale copertura metasedimentaria delle Alpi Apuane.
Di recente, con la diffusione di metodi di datazione assoluta Uranio-Piombo (U-Pb) sugli zirconi presenti nelle rocce, sono stati ottenuti interessanti risultati che confermano e in parte modificano il quadro delle conoscenze sull’età del basamento paleozoico apuano. In linea con il passato è la datazione dei porfiroidi del M. Corchia, che hanno restituito un valore di 457±3 milioni di anni, a riprova della loro prima attribuzione all’Ordoviciano medio e superiore. Già meno collimante è il dato uscito dalle filladi inferiori di Grotta Nera, nella valle del Giardino, poiché i ~560 milioni di anni ottenuti retrodaterebbero le prime rocce apuane quanto meno al Cambriano inferiore, se non addirittura al Neoproterozoico.
La vera sorpresa però è venuta da alcuni limitati affioramenti nella zona di Fornovolasco, Stazzema e Sant’Anna, di rocce magmatiche intermedie, successivamente metamorfosate, fino ad oggi ritenute dei Porfiroidi e dunque collegate ad episodi di vulcanismo precedenti all’orogenesi ercinica. Questi corpi rocciosi sono già stati distinti e descritti alcuni mesi fa come una formazione a se stante, con il nome di Metarioliti di Fornovolasco, sulla base di accurate analisi petrografico-mineralogiche. 
Un recentissimo studio è apparso sul numero 318-319 della rivista “Lithos” (Elsevier editore), a firma di Simone Vezzoni, Cristian Biagioni, Massimo D’Orazio, Diego Pieruccioni, Yuri Galanti e Giancarlo Molli dell’Università di Pisa, a cui si aggiunge Maurizio Petrelli dell'Università di Perugia. Al suo interno, si trovano le prime datazioni della Metarioliti di Fornovolasco con il metodo U-Pb. Gli autori hanno ottenuto il risultato inatteso di un’età oscillante tra i 292 e i 271 milioni anni. Si tratta della prima evidenza di eventi magmatici avvenuti tra il Permiano inferiore e medio, in un periodo non precedente, ma successivo all’orogenesi ercinica. I dati raccolti sulle Metarioliti di Fornovolasco consentono pure di fornire elementi di conoscenza per comprendere meglio l’evoluzione del basamento della microplacca Adria, posta sulla rotta di collisione tra Paleoafrica e Paleoeuropa, nonché l’origine dei depositi minerali presenti nelle sequenze paleozoiche delle Alpi Apuane.
Pertanto, l’origine di queste Metarioliti permiane è collocabile proprio all’interno di quella discontinuità tardo paleozoica, di cui abbiamo detto in apertura. Con questa nuova ed importante acquisizione scientifica, le Alpi Apuane recuperano a loro vantaggio un altro periodo geologico – il Permiano – e così quasi completano la successione dall’era primaria ad oggi, mancando all’appello soltanto il Carbonifero.

Antonio Bartelletti

(27 agosto 2018)


Una nuova mappa turistica per il Parco/Geoparco delle Alpi Apuane
The Apuan Alps Park/Geopark has a new tourist map

Una mappa turistica tutta nuova e completamente aggiornata per promuovere le Alpi Apuane e favorirne la conoscenza. Il Parco/Geoparco delle Apuane ha stampato la nuova cartina con tutte le coordinate che servono a residenti e turisti che vogliono vivere le Apuane.
Con il layout tipico del Parco, la banda verde al lato, la mappa contiene tutte le informazioni che riguardano l’area protetta: i riferimenti dei centri visita del Parco (di Massa, Seravezza, Equi Terme di Fivizzano e Bosa di Careggine) i punti informazioni dislocati sul territorio (Castelnuovo di Garfagnana, Carrara, Forte dei Marmi, Lido di Camaiore, Marina di Massa, Marina di Pietrasanta e Seravezza).
C’è l’elenco completo delle strutture turistiche consigliate dal Parco (con recapiti telefonici, siti web e indirizzi mail): alberghi, rifugi alpini, B&B, ristoranti, tutti rigorosamente segnalati da un’insegna speciale con il logo del Parco.

La mappa contiene poi l’elenco dei musei del Parco delle Apuane: ApuanGeoLab, il Museo della Fauna di ieri e di oggi, il Museo della “pietra piegata” e l’Orto botanico “Pellegrini-Ansaldi” e quello delle grotte e delle miniere turistiche: l’Antro del Corchia, la GeoArcheoPark delle Grotte di Equi, la Grotta del Vento e le Miniere dell’Argento vivo.
Infine, ci sono i riferimenti delle guide del Parco: donne e uomini esperti che conoscono il Parco e, grazie alla loro esperienza, guidano il visitatore in un percorso di sicurezza e conoscenza.
“La nuova mappa – sostiene il Presidente del Parco Alberto Putamorsi – è uno strumento necessario per una lettura completa del territorio dentro il Parco ed è il frutto di suggerimenti e richieste per vivere al meglio il patrimonio di cui disponiamo. E rappresenta una delle tante azioni previste all’interno della Carta europea per il turismo sostenibile per promuovere al meglio l’area protetta”.
La mappa verrà aggiornata entro due anni e il Parco chiedere di avanzare segnalazioni di errori, di omissioni o di migliorie per arrivare a un prodotto che sia il più funzionale possibile. 

Lara Venè

(31 luglio 2018)


Il Parco delle Alpi Apuane affronta l’esame del certificatore di Europarc per acquisire la "Carta Europea per il Turismo Sostenibile"
The Apuan Alps Park/Geopark to be examined by the Europarc certifier to acquire the "European Charter for Sustainable Tourism" in protected areas

Il Parco delle Alpi Apuane ha superato un’altra tappa del lungo e complicato percorso di adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle aree protette, il protocollo ideato da Europarc Federation, che ha come obiettivo la gestione sostenibile del turismo nelle aree protette, tenendo conto delle necessità dell’ambiente naturale, dei visitatori e delle comunità ed attività imprenditoriali locali. Lo scorso 29 dicembre, dopo cinque anni di lavoro, il Parco aveva inviato ad Europarc Federation tutta la documentazione necessaria per sostenere la propria candidatura e nei giorni scorsi, così come prevede la prassi, si è svolta la visita del verificatore CETS Filippo Belisario.

Sono stati tre giorni intensi che si sono svolti secondo un programma articolato di incontri con diversi soggetti aderenti, pubblici e privati, che si è svolto in diverse realtà dell’area protetta da Equi a Levigliani. Tre giorni in cui il valutatore ha “fatto l’esame” al Parco delle Apuane verificando la presenza dei requisiti dichiarati per ottenere l’adesione alla Carta Europea per il turismo sostenibile.
“State lavorando con impegno – ha detto il valutatore Belisario nell’incontro con il Forum della comunità locale che si è svolto nella sede della GeoFarm di Bosa di Careggine - Il vostro Parco ha geologia, natura, storia degli uomini, architettura e il percorso che avete deciso per ottenere la certificazione è molto importante per la popolazione e per gli operatori in particolare che potranno fregiarsi di un marchio qualità e arricchire la loro offerta. Immaginate la Carta del turismo – ha concluso – come uno strumento a vostra disposizione e apprezzate il fatto che il Parco voglia dialogare e ascoltare le vostre richieste”.
Del resto le ricadute economiche per il territorio in area Parco si preannunciano considerevoli se si pensa che l’intero progetto della CETS prevede interventi e azioni che superano i 2 milioni di euro nel quinquennio 2018-2022.
“Gli apprezzamenti del nostro verificatore lasciano ben sperare - ha detto il Presidente dell’Ente Parco Alberto Putamorsi- Solo tra qualche mese sapremo se Europarc ci avrà promossi. E sarebbe una cosa importante tanto più che in Toscana nessun Parco Regionale ha ancora ottenuto questo riconoscimento”.

Lara Venè

(6 luglio 2018)


Lungo la Via dell’Argento: dall’estrazione mineraria rinascimentale una prospettiva di sviluppo della Versilia
Along the Silver road: an opportunity for Versilia development coming from Renaissance mining activity

Grande partecipazione ed interesse hanno dato la misura del successo della manifestazione “Lungo la Via dell’Argento” che si è tenuta sabato 26 maggio scorso in occasione della “X Giornata Nazionale delle Miniere” organizzata dal CAI - Sezione di Forte dei Marmi e Pietrasanta con la guida di Giovanni Viti e il coinvolgimento di CNR-Istituto di Geoscienze e Georisorse-Pisa, Università di Pisa-Dipartimento di Scienze della Terra, comuni di Pietrasanta, Seravezza e Stazzema e, ovviamente, del Parco Regionale delle Alpi Apuane. La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 50 persone che con le descrizioni di Andrea Dini (CNR-IGG) e Simone Vezzoni (DST-UniPi) hanno ripercorso la storia geologica delle Alpi Apuane e riscoperto le intuizioni del Granduca di Toscana Cosimo I in merito alla ricchezza e fascino del sottosuolo della Versilia.
Il percorso ha seguito le antiche mulattiere che collegano i cantieri di uno tra i più interessanti

complessi minerari rinascimentali europei, attraverso boschi e punti panoramici. Fiore all’occhiello dell’iniziativa è stata la visita di alcune decine di metri della Galleria Fontana, un esempio di miniera cinquecentesca eccezionalmente conservata presso le Argentiere di Sant’Anna di Stazzema. La visita è stata compiuta sotto l’attenta supervisione del Direttore delle Miniere Giovanni Santomaso e grazie all’aiuto di volontari e del Gruppo Mineralogico-Paleontologico Versiliese, del Gruppo Speleologico-Archeologico Versiliese e dell’Istituto Storico Lucchese - Sezione Versilia Storica. L’escursione è terminata presso il M. Rocca, una delle località più suggestive delle Alpi Apuane, con la famiglia Bazzichi che ha offerto il rinfresco a tutti i partecipanti.
L’interesse che, da numerosi anni, le iniziative di valorizzazione del patrimonio minerario hanno sempre attratto fa riflettere sulle potenzialità di uno sviluppo del turismo archeominerario, a fini culturali e scientifici nell’entroterra Versiliese.

(30 maggio 2018)


Il Geoparco delle Apuane interessa a Hong Kong…
Celebrating Earth day 2018 with a delegation of the Unesco Global Geopark and Lions clubs in Hong Kong visited the Antro del Corchia Cave at Levigliani, one a most important Italian tourist geosite and a good example of involving the local community in the geological heritage management in the Apuan Alps…

Una delegazione di 24 persone proveniente da Hong Kong, in stragrande maggioranza donne, ha fatto visita oggi al Parco/Geoparco delle Alpi Apuane, quale penultima tappa di un tour italo-britannico alla conoscenza dei Geoparchi e dei loro modelli gestionali. Dopo Marble Arch Caves in Irlanda del Nord ed English Riviera in Inghilterra, il gruppo si è spostato in Italia, per visitare prima il Parco del Beigua in Liguria, poi le Alpi Apuane ed infine il Parco delle Colline metallifere nella Toscana meridionale. Tutti Unesco Global Geoparks e tutti diversamente caratterizzati da esperienze originali di conservazione e promozione del loro patrimonio geologico. 

In questo breve ma intenso soggiorno nelle Apuane, la delegazione di Hong Kong ha preso diretto contatto con il Corchia Underground System di Levigliani di Stazzema, concentrando la propria visita al tratto turistico attrezzato della cavità carsica che si sviluppa entro la stessa montagna. L’Antro del Corchia è una scelta quasi obbliga per mostrare e comprendere uno dei più importanti geositi turistici italiani e – nello stesso tempo – un esempio speciale di gestione di un bene geologico, da parte di una comunità locale, all’interno del Parco/Geoparco delle Alpi Apuane.
La visita europea dei rappresentanti dell’Hong Kong Unesco Global Geopark è stata possibile grazie al sostegno e alla partecipazione diretta del Lions clubs International district 303 Hong Kong & Macao. In particolare, durante la due giorni apuana, il gruppo in visita è stato costantemente assistito dal nostro geopark manager Alessia Amorfini, con il supporto del funzionario Emanuele Guazzi e la presenza, durante l’escursione, del direttore del Parco Antonio Bartelletti. 
Nella giornata di sabato, il prof. Enrico Baldi ha salutato gli ospiti a Forte dei Marmi, a nome del Lions Club Pietrasanta Versilia storica.

(22 aprile 2018)


Il Forum della CETS di fronte a progetti locali e internazionali di geoturismo sostenibile...
The ECST Forum in front of local and international projects of sustainable geotourism. On Thursday 12 april, in the afternoon, the meeting at Palazzo Rossetti in Seravezza...

Decimo appuntamento del Forum permanente del turismo sostenibile; il secondo che si svolge nell'anno in cui può realmente concretizzarsi l'adesione alla CETS da parte del Parco delle Alpi Apuane e dei suoi partner. La riunione è convocata alle ore 16 di giovedì 12 aprile presso la sala conferenze del Centro visite del Parco, a Seravezza in Palazzo Rossetti. L'ordine del giorno parte inevitabilmente dagli argomenti non trattati durante il precedente incontro del 20 febbraio, dopo aver fatto il necessario punto su quanto realizzato dopo quest'ultima riunione. 
A seguire, il Forum discuterà intorno ad alcuni progetti d'ambito locale ed internazionale, con l'obiettivo di apportare contributi diretti e fattivi. D'interesse squisitamente territoriale è l'ipotesi progettuale in fieri che vuole favorire la compartecipazione e il sostegno del Parco ad iniziative di promozione turistica ed ambientale nell’area protetta, da svolgersi durante il 2018 e

all’interno di azioni collegate alla CETS, attraverso la fruizione da parte di soggetti terzi del servizio di trasporto turistico già appaltato nel 2016 dall’ente. A questo si aggiunge un ulteriore progetto interamente da costruire all'interno del Forum, dal titolo "Cave tra Natura e Arte", con cui sperimentare soluzioni e ricavare informazioni tecniche utili per rendere i siti estrattivi dismessi del tutto compatibili con forme di turismo sostenibile.
Sul fronte della cooperazione internazionale, vi sarà infine l'incontro del Forum con la delegazione dell'aspiring Geopark del Dahar (regioni di Gabès-Medenine-Tataouine nella Tunisia centro-meridionale). In questi stessi giorni, gli ospiti stranieri stanno partecipando al workshop organizzato dal Parco all'interno del progetto semplice 2015, sostenuto dalla Regione Toscana e finalizzato alla "Educazione alla gestione territoriale partecipata quale elemento di sviluppo e consolidamento del processo democratico tunisino”. L'incontro di giovedì pomeriggio diverrà un utile laboratorio per illustrare l’attività degli stakeholder del Geoparco delle Alpi Apuane e per dimostrare l'importanza di un approccio partecipativo al geoturismo sostenibile attraverso forme di condivisione e di partenariato tra soggetti pubblici e privati.


nella foto: la prima sessione del workshop per la delegazione tunisina nella giornata odierna

(10 aprile 2018)